Maggioranze assembleari per l’installazione di un ascensore per disabili

di ideeregalioriginali

L’installazione dell’ascensore per disabili può essere oggetto di innovazione consentita dall’assemblea condominiale con la maggioranza prescritta dal c. 1 dell’ articolo 1120 del codice civile, in maniera tale che la relativa spesa sia obbligatoria per tutti i condomini?
Le risoluzioni da parte della giurisprudenza, nel corso degli anni, sono state varie.
Per molti anni, anche poiché attraverso il codice, come già in precedenza enunciato, non si deduce la nozione di innovazione, la giurisprudenza ha reputato l’installazione di un ascensore un’innovazione ex articolo 1120 del codice civile, sottomettendola, dunque, alle austere maggioranze stabilite dalla normativa. In sostanza si è ritenuto che la delibera assembleare, anche senza approvare un particolare progetto e preventivo di spesa, approvi l’installazione di un ascensore ad opera e spese di un singolo condomino, con salvezza del diritto da parte degli altri condomini di partecipare in qualsiasi momento ai benefici dell’installazione medesima attraverso contributo ai costi di esecuzione e manutenzione, rappresenta innovazione volta al miglioramento della cosa comune e, pertanto, è validamente accolta con le maggioranze prescritte dall’articolo 1136, c. 5° del codice civile.
Per tale motivo, si è reputato che l’installazione dell’ascensore è ad ogni modo innovazione legittima, laddove essa è rivolta al miglioramento e all’utilizzo più comodo oppure al maggior rendimento delle cose comuni e in tale ipotesi è sufficiente la maggioranza prevista dal c. 5 dell’ articolo 1136 del codice civile; nel caso in cui, invece, può determinare pregiudizio alla statica del fabbricato oppure alterazione del decoro architettonico o indisponibilità per l’utilizzo comune di alcune parti dell’edificio, è necessario il consenso di tutti i condomini.
Tenendo conto del celere innalzamento degli standards abitativi (allo stato attuale ogni nuovo fabbricato viene dotato di ascensore), la giurisprudenza è gradualmente arrivata a ritenere che alla fattispecie della costruzione di un ascensore nello stabile condominiale che ne è sprovvisto sia da applicare la differente disciplina stabilita dall’ articolo 1102 del codice civile, in base al quale ogni partecipante può servirsi della cosa comune, a patto che non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne in maniera paritaria un utilizzo in base al loro diritto; a tal fine egli ha la possibilità di apportare a proprie spese le modificazioni utili per il miglior godimento dell’abitazione.
Dal punto di vista prettamente legislativo la problematica ascensore non è stata intesa come problema di natura sociale da parte di molti condomini e tale inadeguatezza ha guidato il legislatore a varare la legge n. 13 del 1989, che impone nuovi scenari anche per l’installazione dell’ascensore; lo stesso legislatore, infatti, dopo aver stabilito all’articolo 1, ripreso dall’articolo 77 del Testo Unico, le progettazioni connesse al superamento e all’eliminazione delle barriere architettoniche stesse, nell’ articolo 2 della L. n. 13/1989 stabilisce le maggioranze fissate per decidere sull’installazione dell’ascensore.

About these ads